La strana coppia, Cardinale-Fusco, in scena al Teatro Massimo

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“La strana coppia” di Neil Simon (nella sua versione al femminile) porterà in scena una vera “strana coppia”, Claudia Cardinale e Ottavia Fusco, i due grandi amori della vita di Squitieri: la sua storica compagna di vita e la sua ultima e moglie.
L’amore non separa, unisce! Questo è quanto Squitieri ci avrebbe voluto raccontare nell’affrontare questa insolita prova registica. Ed è quello che, attraverso i suoi appunti di regia, messi in scena dal suo aiuto-regia prediletto, Antonio Mastellone, riuscirà a restituire al pubblico.
Così, le vedremo in scena anche a Benevento, nella stagione teatrale promossa da Teatro Pubblico Campano, venerdì 1 dicembre, ore 20.45, al Teatro Massimo, la Cardinale e la Fusco insieme a Patrizia Spinosi, Lello Giulivo, Nicola d’Ortona, Cinzia Cordella e Angela Russo; costumi Michele Gaudiomonte, scene Bruno Garofalo, contributi video Maxima Film Napoli e, appunto, la regia di Mastellone
Questa la storia: Olivia Madison conduce un’esistenza solitaria e disillusa da quando si è separata dal marito. Disordinata e approssimativa, vive da sola in un appartamento trasandato, passando i venerdì sera a parlare di sesso, di gossip e a giocare a poker con le amiche Vera, Michi e Silvia. La routine di Olivia viene sconvolta dall’arrivo di Fiorenza, un’amica appena lasciata dal marito che è l’esatto opposto di Olivia: precisa in modo maniacale, ossessionata dall’ordine e dalla pulizia, piena di allergie e di tic, e incapace di rassegnarsi alla fine del proprio matrimonio.
Fiorenza, Olivia. Vera, Silvia e Michi sono amiche. Come tutte le amiche condividono gioie e dolori, sconfitte e vittorie. Quando Fiorenza è costretta a lasciare casa minacciando il suicidio, alla fine della relazione con Sidney, il rifugio più naturale è il gruppo, la comunità delle amiche.
“Se uno si vuol suicidare qual è il posto migliore per farlo? Con le sue amiche”.
Lì si può dipanare l’elaborazione del lutto, lì il suo dolore può sposare ed essere sposato da quello di Olivia, anche lei separata irrisolta. Lì il suo dolore può guarire ed essere guarito.
Attraverso la lente strutturante dell’ironia Simon rappresenta dei piccoli drammi umani, quelli che tutti conosciamo, rendendoli gioiosi e divertenti, pacificandoli con grazia e delicatezza, costruendo cinque piccole eroine, scarsamente significative ma enormemente rappresentative delle nostre nevrosi, delle nostre manie, dei nostri piccoli desideri, dei nostri banali dolori.
Per info e biglietteria: 082442711.

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