Intervista a Khalid Shomali: “La musica mi ha permesso di superare rabbia e paura”

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Abbiamo avuto modo di raggiungere telefonicamente Khalid Shomali, giovane pianista palestinese, che si esibirà domani, 16 dicembre, a Benevento al Liceo Guacci, alle ore 10. La sua voce ci accompagna con simpatia dentro le sue ‘rappresentazioni musicali’, attraverso un viaggio fatto non soltanto di musica ma anche delle sue attuali scelte di studi internazionalistici.
Da Betlemme, dove si diploma al Conservatorio Nazionale “Edward Said”, il suo percorso musicale è un crescendo di riconoscimenti e soddisfazioni, e tantissimi Premi ricevuti.
Le sue musiche hanno il sapore di antiche melodie, e raccontano nel volteggiare delle note, la voglia di sorridere e di sorprendersi ad ammirare il mattino che abbia un risveglio libero. Con un cielo azzurro e un sole per riscaldare gli animi. A parlare con Khalid si ha la sensazione di ascoltare le sue composizioni, tanto è la musicalità che esprime nel parlare della sua passione.
“A dieci anni ho iniziato a suonare con un maestro in Palestina, il quale dopo avermi ascoltato, disse a mio padre che avevo talento e che avrei dovuto continuare a suonare, da allora non ho mai smesso, anche se non è il mio “più” mestiere”.
Ma la musica è non soltanto una passione per Khalid, è soprattutto una condizione di vita, che gli ha permesso di volare negli spazi infiniti del mondo senza sentirsi solo, che gli ha anche consentito da ragazzo, di scaricare la sua rabbia, la sua paura, sui tasti di un pianoforte.
Khalid Shomali, ci racconta che il suo di riferimento musicale è sempre stato Frederick Chopin, perché nel musicista polacco e nelle sue meravigliose e immortali composizioni ha potuto ritrovarsi, ha inglobato le sue esperienze di costante ricerca della Libertà.
È per questo che, nelle musiche di Khalid, oltre alla mescolanza melodica classica con quella contemporanea, si avverte anche la sua storia e la sua identità. Le radici palestinesi del “folklore popolare”, come traccia evidente di camminamenti dissonanti, che trovano sbocco e si modellano sugli spartiti moderni dei nostri tempi.
Khalid Shomali, che oggi frequenta un dottorato in economia Internazionale a Perugia, ha il rammarico di non aver approfondito gli studi musicali, nonostante i vari riconoscimenti. Avrebbe insomma voluto dedicarsi esclusivamente alla musica, diventando un compositore contemporaneo e invece ora è impegnato su altri fronti anche se non abbandona mai le sue note perché ritiene che la musica riesca davvero a costruire ponti di Pace, di amore e di fratellanza, oltre le diversità. Il suo pensiero va a Daniel Barenboim che è riuscito a creare un’Orchestra che unisce musicisti palestinesi e ebrei, che ha superato gli ostacoli del contingente volando alto con la forza della cultura e del rispetto della dignità umana.
Enza Nunziato

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